appunti, coccole, carezze, schiaffi, graffi, pensierini effimimeri e fluttuanti di afc per architetturaamica.it e architetturaper.it
MULINI AD ACQUA, MULINI A VENTO E ARCHITETTI PELLEGRINI.
E’ penoso dover costatare che, di qua e di la delle fittizie trincee, primi fra tutti coloro che rivendicano innocua libertà di critica, operano solo e soltanto per portare acqua al proprio mulino con i propri mugnai e panettieri. O catturare vento per altri mugnai e panettieri, ma la farina non cambia. Critica si, ma educata, molto educata, troppo educata e soprattutto alla larga dall’oggetto da criticare. Al più qualche anacronistico pregiudizio rispolverato tanto per far finta di sparare sull’avversario.
Nessuna differenza: solo o mulini ad acqua o mulini a vento.
Il più meschino profilo della bassa politica si è ormai da tempo impadronito dell’interesse intorno all’architettura contemporanea italiana dove, in fin dei conti, sembrano fronteggiarsi sul nulla, ma per briciole o fettine di potere progettuale o neoaccademico, un paio di lobby che contano meno di un centinaio di militanti e poco più di un migliaio di seguaci/simpatizzanti –praticamente o apostoli o fedeli- ciascuna. Gramignai che crescono sull’humus molle di una progettualità e consapevolezza intellettuale ai minimi termini, licenziata dallo stuolo di professorucoli che popolano le facoltà d’architettura nazionali.
Del resto, si e’ ormai alla farsa, di un nuovo millenarismo, con architetti –o meglio, laureati in architettura- pellegrini verso i luoghi santi d’Europa dell’architettura d’avanguardia. Si badi, non viaggi culturali emancipati per allargare orizzonti della mente e della sensibilità, ma puri e semplici viaggi della speranza, guidati da predicatori che parlano volutamente in latino a compagni di viaggio incapaci di comprendere persino il loro stesso volgare. Costoro non solo visitano in religioso timore, in attesa di una qualche grazia creativa, i presunti templi della forma architettonica d’avanguardia, ma mendicano udienze salvifiche ai luminosi spiriti tutelari del luogo. Mi ha detto, non molto fa, una architetta cinquantenne impegnatissima sul fronte della divulgazione del verbo riconosciuto: “Siamo stati, che bello, nello studio di Zaha Hadid, lo studio sembra un appartamento normale … no, ma Lei non c’era…” Che delusione non poter toccare le miracolose mani segnate di grazia della santa donna! Ma qualcuno, per inciso, ha mai provato a dire qualcosa di serio sulle architetture della Hadid? Qualcosa che non sembrasse dettato dal responsabile delle relazioni esterne?
Amsterdam come Lourdes, Berlino come Fatima. Londra come San Giovanni Rotondo. Viviamo nel tempo dei treni bianchi dell’architettura contemporanea zeppi di architetti storpi. Che ciechi sono partiti e ciechi, come vuole la regola, sono tornati. Il MIRACOLO? Al prossimo viaggio, alla prossima estate, salvo approvazione dell’agenzia Propaganda Fide per l’architettura contemporanea.
Nel frattempo la APT -Architetti Pellegrini Travels- vi invita a prenotare il vostro prossimo viaggio per una delle future mete.
Alla fine il cerchio si chiude con le reliquie fotografiche riportate dal viaggio, mostrate in deprimenti ed inconcludenti conferenze per stupire i futuri adepti bisognosi di credere. E la ruota del mulino giostra gira ancora, sia spinta dall’acqua che dal vento.


Ho studiato a Firenze, dove mi sono laureato con una tesi in tecnologia dell'architettura che mi ha fruttato il mio primo lavoro presso una casa editrice del settore. Penso però che la tecnologia sia bellissima se a servizio delle idee di architetttura, soprattutto spazi, emozioni e possibilità di fruizione, e non viceversa. Vivo da molti anni a Catania. Da dove a volte vorrei andar via, ma il clima, molte persone e le notti catanesi sono bellissime ... Mi occupo di progetto architettonico. Ho scritto brevi saggi e numerosi articoli per argomenti di architettura contemporanea e tecnologia. Ho fondato e curo le riviste digitali architetturaamica.it e architetturaper.it
Purtroppo non riesco a nascondere ciò che penso e non mi pento delle critiche spesso per niente diplomatiche, ma sempre sincere ed appassionate.
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