appunti, coccole, carezze, schiaffi, graffi, pensierini effimimeri e fluttuanti di afc per architetturaamica.it e architetturaper.it
LUCULLO MANGIA DA LUCULLO. La traduzione di questa celebre frase potrebbe essere anche questa “ Lucullo, cena da Lucullo”. Ovviamente non cambia granché. Da cosa nasce? Era successo che il generale romano, gastronomo, epicureo, Lucullo cenava da solo e i suo cuoco imbandì una cena modesta –secondo gli standard di Lucullo ovviamente-. Il cuoco che ovviamente per ciò venne rimproverato dal suo padrone, si difese dicendo che non c’erano ospiti a cena. Lucullo rispose quindi: “… questa sera, Lucullo cena da Lucullo.” Chiaro no? Il senso è che la qualità è un dato oggettivo, indipendente da chi la fruisce, ma dipendente dalla cultura di chi la definisce. In questo caso Lucullo definisce la qualità della cena indipendentemente da chi la mangia e, soprattutto, dalla celebrazione narcisistica dell’ospite e delle circostanze dell’ospitalità. Ma Lucullo era Lucullo e non certo certi architetti di oggi che vedono il proprio lavoro come una scusa per una nuova autocelebrazione, sottoposta al giudizio sempre generosamente gratificante di gente come loro. Tra di loro si lodano e tra di loro s’imbrodano.
MUCH ADO ABOUT NOTHING
Per quel poco che già si sa, si sa che sono architetto.
Ma, confesso ancora una volta. Se già non si fosse capito: non amo affatto il mondo stereotipato degli architetti ed il loro diffusissimo, convenzionale, borioso e artefatto modo di atteggiarsi, rappresentarsi, relazionarsi ecc.
Per chi non lo sapesse ancora, ricordo che lo sputtanamento che per il nostro modo vederci strameritiamo è vecchio più di 2500 anni. Noi ci vantiamo di Ippodamo di Mileto, “celebre” “primo” urbanista con la fissa della squadretta. Ebbene, noi sappiamo dell’esistenza di questo personaggiio, per più di un aspetto, ahime, archetipo di architetto, solo attaverso la patetica descrizione che ne fa Aristotele nella politica, il quale tra parentesi ricorda: “(…divenuto anche per il resto del suo modo di vivere assai borioso per ambizione così da parere ad alcuni di vivere con troppa ricercatezza, per la gran quantità ed i ricchi ornamenti della sua chioma, ed ancora delle vesti, semplici certo, ma ben calde, e non solo nell’inverno ma anche nei periodi estivi, e per la sua voglia di essere un erudito anche su tutta quanta la natura)”. Cfr ‘I presocratici’, BUR, 1995, pag. 455.
Proviamo a fare qualche aggiustamento ed attualizzazione, e sicuramente troviamo la descrizione ridicola di molti noi.
E,così, tanto per esempio, è successo che un tal prof. è stato vittima per eccesso di zelo architettese di un bel pasticcio di rete.
Il fatto.
Insieme ad un invito per un incontro organizzato dal dinamico docente, complici, probabilmente, l’intrecciarsi di comunicazioni augurali di fine anno, finisce in rete e nel mucchio incrociato delle mailing-list anche qualcosa di personale. Forse non sarebbe accaduto niente se gli architetti –molti dei quali illustri- abituali destinatari delle missive del simpatico mittente, non si fossero comportati da architetti nell’accezione “ippodamidea”, lasciando cadere nel nulla quello che a qualsiasi comune intelligenza appariva da subito come un banale “errore” web. Ma gli architetti, indignati e zelanti hanno rimandato al mittente le fastidiose multiple comunicazioni, segnalando l’inconveniente e, con il risultato che dio solo sa in quanti nel mondo sono venuti a conoscenza dell’ordinario privato del malcapitato e dei modesti pensierini di risentimento dei destinatari.
Domanda aristotelica dunque:
Siamo solo dei costruttori di benessere ambientale e tavvolta estetico, o delle vere e irriducibili teste di c. da tempo immemorabile?

Ho studiato a Firenze, dove mi sono laureato con una tesi in tecnologia dell'architettura che mi ha fruttato il mio primo lavoro presso una casa editrice del settore. Penso però che la tecnologia sia bellissima se a servizio delle idee di architetttura, soprattutto spazi, emozioni e possibilità di fruizione, e non viceversa. Vivo da molti anni a Catania. Da dove a volte vorrei andar via, ma il clima, molte persone e le notti catanesi sono bellissime ... Mi occupo di progetto architettonico. Ho scritto brevi saggi e numerosi articoli per argomenti di architettura contemporanea e tecnologia. Ho fondato e curo le riviste digitali architetturaamica.it e architetturaper.it
Purtroppo non riesco a nascondere ciò che penso e non mi pento delle critiche spesso per niente diplomatiche, ma sempre sincere ed appassionate.
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